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AGORA'-Light & Darkness in the same soul,Angel & Demon in the same heart

politica,cronaca ed attualità,poesia,archeologia ed archeologia alternativa,misteri ed occulto,letteratura fantasy,musica etc...

POLITICA

a grande richiesta,ritorna...

“Indagine diretta a Bush intercettata dalla stampa britannica".
I mutamenti climatici in atto porteranno alla devastazione entro 16 anni.

WASHINGTON, 22 febbraio 2004
Doveva restare un rapporto riservato, ma la stampa britannica è riuscita a entrarne in possesso. Secondo un'indagine top secret inviata dal Pentagono al presidente Usa George W. Bush, il mutamento climatico globale in atto porterà il mondo verso la catastrofe già a partire dal 2020. Lo afferma il quotidiano britannico The Observer, che ha ottenuto copia del documento.

Il rapporto afferma che molte città europee verranno sommerse dalle acque in seguito allo scioglimento dei ghiacci, la Gran Bretagna avrà un clima simile a quello della Siberia, e nel mondo si scateneranno disordini e rivolte innescati dalla scarsità di cibo.

Le previsioni tracciate dal rapporto sono spaventose. Secondo gli esperti consultati dal Pentagono, una delle conseguenze del mutamento climatico sarà la proliferazione nucleare, perché molte nazioni si doteranno di armi atomiche per difendere le proprie fonti di alimenti e d'acqua potabile. L'anarchia si diffonderà tra i Paesi più deboli. Nel complesso, afferma ancora il documento, la minaccia del mutamento climatico è assai superiore a quella costituita dal terrorismo.

Il rapporto ottenuto dal Guardian definisce "plausibile" la catastrofe climatica, che "metterebbe a rischio la sicurezza degli Stati Uniti in circostanze che dovrebbero essere affrontate immediatamente".

Entro il 2020, afferma il documento, carestia e scarsità di acqua potabile assumeranno proporzioni "catastrofiche" e saranno impossibili da affrontare. Già in epoche passate della Terra vi furono fenomeni simili che portarono alla distruzione delle culture e a vaste emigrazioni di massa. Questo potrebbe ripetersi.

Uno degli aspetti più inquietanti è che, secondo gli esperti del Pentagono, potrebbe già essere troppo tardi per prendere provvedimenti efficaci. La fase finale della catastrofe potrebbe già essere cominciata, ma cominceremo a sentirne gli effetti soltanto fra cinque anni.”.

il riscaldamente globale rallenterà le correnti oceaniche a tal punto da provocar,ironia della sorte,una nuova era glaciale,ed i paesi che non verranno coinvolti,saranno flaggellati da carestia e siccità.

le poche smentite sono state negate dal pentagono circa un anno fa,affermando che l'indagine è vera ed i risultati sono giusti.

sì all'inquinamento? no all'ambientalismo? spendi 50 miliardi di dollari in più

50 miliardi di dollari, ecco il costo del riscaldamento globale (che si tramuterà presto,per via del rallentamento delle correnti marine,in era glaciale)

Realacci: "Governo sempre più lontano da UE"

immagine documento Trovare una soluzione per aiutare i paesi più poveri ad affrontare le conseguenze delle variazioni climatiche, come la minore piovosità o la maggiore violenza delle tempeste, è una delle sfide chiave per i delegati dei 190 paesi riuniti a Poznan, in Polonia, alla conferenza sul clima, una delle tappe per giungere a un nuovo trattato successivo a Kyoto, in scadenza nel 2012.
Un desiderio che è stato espresso anche tramite una dichiarazione congiunta di Africa e Unione Europea sul cambiamento climatico. Una nota della Commissione ha sottolineato, infatti, come l'Africa sia una delle regioni più vulnerabili ai cambiamenti climatici e la variabilità del clima, contribuendo nel contempo molto poco al riscaldamento globale. I Paesi africani affrontano già il peggiore degli effetti, come dimostrato le piogge imprevedibili, che causano rese inferiori dalle coltivazioni e diminuiscono le risorse. La vulnerabilità d'Africa al cambiamento climatico è aggravata da una povertà diffusa, da un accesso limitato al capitale e alla tecnologia, dal degrado degli ecosistemi, dalle calamità naturali e dai conflitti.
"Le popolazioni più vulnerabili hanno bisogno di costruire le proprie difese, migliorando i sistemi di allarme preventivo, costruendo scudi di mangrovie sulle coste per fermare le mareggiate e sviluppando infine coltivazioni più resistenti alla siccità", ha affermato Heather Coleman, un esperto di Oxfam International. Tutto ciò costerà almeno 50 miliardi di dollari l'anno, e ancora di più se la comunità internazionale non riuscirà a fermare l'innalzamento medio delle temperature.
Dunque, secondo Coleman, i paesi in via di sviluppo avranno bisogno di almeno 50 miliardi di dollari all'anno per affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici e questo denaro potrebbe essere raccolto proprio mettendo all'asta il 7,5% delle quote di emissioni inquinanti assegnate ai paesi industrializzati: i proventi andrebbero a costituire un fondo sotto l'egida delle Nazioni unite. Altri 29 miliardi di dollari potrebbero provenire dall'immissione sul mercato delle eventuali quote spettanti all'aviazione e all'industria cantieristica.
Insomma, mentre in Europa si parla di futuro e di clima, in Italia il governo tira il freno a mano e preferisce stare a guardare dalle retrovie, privilegiando l’immobilismo al progresso. Tanto che il ministro ombra dell'Ambiente Ermete Realacci è convinto che "la credibilità con cui l`Italia si affaccia alla trattativa europea sul clima è nulla".
"Tra l`altro - spiega Realacci - nel Consiglio dei Ministri dello scorso venerdì è stato varato un decreto che sterilizza ed indebolisce una delle misure più efficaci che c`era sul fronte del risparmio energetico nelle case: quella misura che consentiva a famiglie e cittadini la possibilità di recuperare il 55% degli investimenti per ridurre i consumi energetici nelle proprie abitazioni".
Non c`è una misura di questo governo che vada nella direzione delle politiche ambientali indicate dall`Europa - rincara Realacci - e mentre anche Barack Obama ha annunciato un piano di 150 miliardi di dollari per produrre 5 milioni di posti di lavoro nel risparmio energetico e nelle fonti rinnovabili, noi al contrario non facciamo nulla". "E` difficile discutere insieme su come affrontare la crisi - conclude l`esponente Pd - se le scelte prese sono sbagliate".

Ecoincentivi taglio del bonus del 55%: gli effetti già colpiscono imprese e cittadini

 

immagine documento “Gli effetti scellerati del taglio e delle modifiche al bonus fiscale del 55% per l’efficienza energetica già si fanno sentire. Da questa mattina la mia casella di posta è invasa da lettere di veemente protesta da parte di cittadini e imprese che si sentono truffati dallo Stato”, così Ermete Realacci, Ministro dell’Ambiente del Governo Ombra del Pd, torna sulla misura contenuta nel pacchetto anticrisi che rende più complesso burocraticamente e meno certo nei rientri il bonus previsto per le famiglie e le imprese che investono in efficienza energetica e fonti rinnovabili”.
“C’è chi, certo del bonus fiscale per gli interventi nell’eco-edilizia”, spiega Realacci, “ha sostituito la caldaia con un modello più efficiente, chi ha cambiato gli infissi, chi ha scelto il solare termico o i pannelli fotovoltaici, chi ha ristrutturato la propria abitazione con criteri per migliorare l’efficienza energetica. Interventi economicamente importanti per famiglie che a causa dell’effetto retroattivo del provvedimento del Governo rischiano di pesare ulteriormente su economie già provate dalla crisi. “E poi ci sono le imprese, anche quelle leader del settore, che si sono viste in soli due giorni annullare gli ordini per l’acquisto di pannelli solari e vedono i loro fatturati crollare. Sono queste le misure anti-crisi del Governo Berlusconi? Cancellare con un colpo di mano misure che hanno rappresentato un importante volano per la piccola e media impresa e aiutato le tasche dei cittadini?”
“Il Governo ci ripensi e stralci subito questo assurdo provvedimento dal pacchetto anti-crisi", conclude Realacci. "Stiamo parlando, infatti, di una vera propria beffa ai danni delle tasche delle imprese e di onesti cittadini che certi di poter contare su una legge approvata dallo Stato hanno investito a favore dell’efficienza energetica e della qualità dell’ambiente. E questa è la moneta con cui vengono ripagati.”

candeline

ieri è stato il mio compleanno !
ora ho 15 anni
!!!


ps:per coloro del liceo classico "gulli e pennisi" di acireale
    avete fatto bene a votare Roberta Leotta e Peppe Zappalà ( io ho votato loro)
pps:l'anno prossimo,quasi certamente, mi candido come rappresentante d'istituto...ihihih

Depenalizzazione dell'omosessualità No del Vaticano alla proposta Onu

 

Poi la Santa Sede: "Non difendiamo la pena di morte contro i gay"

 

Papa Benedetto XVI

CITTA' DEL VATICANO - E' scontro tra Onu e Vaticano. La Santa Sede boccia, con decisione, il progetto di una depenalizzazione universale dell'omosessualità. Un' iniziativa presa dalla presidenza di turno francese dell'Unione europea, e accolta da tutti i 27 Paesi della Ue. Immediato il "no" della Santa Sede: "Gli stati che non riconoscono l'unione tra persone dello stesso sesso come 'matrimonio' - dice monsignor Celestino migliore - verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni". Affermazioni che scatenano una serie di reazioni polemiche che, in serata, provocano una nuova presa di posizione del Vaticano. Che, però, nella sostanza è tutt'altro che una retromarcia. "Nessuno vuole difendere la pena di morte per gli omosessuali", afferma padre Federico Lombardi che ricorda come altri 150 paesi non abbiano aderito alla proposta - ma la proposta cerca di 'introdurre una dichiarazione di valore politico che si puo' riflettere in meccanismi di controllo in forza dei quali ogni norma che non ponga esattamente sullo stesso piano ogni orientamento sessuale, puo' venire considerata contraria al rispetto dei diritti dell'uomo''. In pratica il rischio paventato è che gli Stati che non riconoscono le unioni gay vengano "mesi alla gogna".
Toni non dissimili da quelli usati da monsignor Migliore che parla di "una dichiarazione di valore politico" che aggiunge "nuove categorie protette dalla discriminazione senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni".

 

Durissima la replica dell'associazione Arcigay: "È di una gravità inaudita che il Vaticano, e quindi, la Chiesa cattolica tutta, si adoperi affinché questa richiesta non passi e, si prefigura come un vero e proprio atto di condanna a morte contro i milioni di gay e di lesbiche che hanno la sfortuna di abitare in paesi sanguinari".
L'Arcigay ricorda che in decine di Paesi del mondo sono previste sanzioni, torture, pene e persino l'esecuzione capitale contro le persone omosessuali. "La scusa per cui la richiesta francese non dovrebbe passare perché da quel momento gli stati che non riconoscono le unioni gay sarebbero messi all'indice, - conclude l'Arcigay - non solo non ha alcun senso, ma è una studiata e cinica bugia per nascondere ciò che realmente il Vaticano vuole: mantenere la pena di morte e il carcere per le persone omosessuali".

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purtroppo la storia si ripete.

la vita,la stessa essenza del mondo è un susseguirsi di guerra e pace,luce e tenebra,notte e dì,addirittura noi umani conserviamo in noi sia la più splendida luce,che la più cupa tenebra,delineando uno scontro interiore che ci consuma e ci centellina la vita,come l'eroder del tempo.
sembra di esser ritornati al mendioevo,quando la chiesa aveva tra le sue schiere non laiche uomini corrotti che seguivano solo il denaro.
io sono cattolico ed auspico una maggior apertura verso il mondo di oggi e ,soprattutto,il ritorno ad una chiesa spirituale,come ha cercato di fare negl'ultimi 100 anni.
la chiesa deve capire che lo stato deve esser laico e diviso dalle convinzioni religiose (e magari più moderna):io sono per i matrimoni gay:lo stato li dovrebbe ammettere perchè la mia libertà finisce dove inizia la tua(e viceversa)e,visto che non tolgono libertà ne creano danni,perchè negargli la felicità?
infondo esser gay è solo un modo diverso di esser;siamo esseri umani:uguali nelle diversità,e non ci sono inferiori ne superiori,ma solo persone a sè.

infondo,cos'è la normalità se siamo ognuno diverso dall'altro?
la chiesa sta esagerando,e mi duole molto.
ma ricordiamoci che non si può far di tutta l'erba un fascio...
speriamo che la situazione migliori.
bisogna fermare questo ciclo che si ripete di continuo e che c'astringe a sopportar oltre il limite,finchè non assurgeremo al mondo iperuranio.
ognuono di noi può far qualcosa:confucio diceva che un sol uomo può cambiar le sorti della guerra...ecco,non solo la chiesa,ma il mondo intero è allo sfascio,sicchè rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo per migliorarlo,supernado gl'interessi personali,economici o di potere...lottiamo per l'umanità.

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siamo tutti uguali, seppur diversi nella nostra originalità.esser gay è semplicemente un diverso modo di esser,allora perchè non possono esser felici,perchè non possono aver la loro libertà di suggellar il loro amore,ma,soprattutto,di vivere in pace senza esser perseguitati.la mia libertà finisce dove inizia la tua,allora perchè toglierla a loro?

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dal blog di licia troisi (www.liciatroisi.it):<<Il mio rapporto con la fede, e soprattutto con la Chiesa, lo conoscete. Devo dire però che con l’andar del tempo le mie posizioni si stanno lentamente spostando, conducendomi sempre di più al di fuori di ogni definizione. Anche perché ormai essere cattolici come vuole la Chiesa e contemporaneamente sentirsi bene con se stessi e la propria coscienza è una mission impossible.
No, è che due giorni fa è uscita questa notizia.
Commentarla è persino inutile. Voglio dire, la mia prima reazione è stata: “Capperi, il papa vorrà far carriera come muezzin, dato che gli unici paesi in cui ricordi che l’omosessualità è un reato sono islamici”.
Poi ho letto le motivazioni. E lì è scatta l’ilarità. Quindi, per evitare che gli stati in cui l’omosessualità è reato, poveri, vengano discriminati dagli altri, lasciamo pure che i gay vengano uccisi, magari per lapidazione, condannati all’ergastolo, ai lavori forzati, deportati o frustati. È risaputo che l’orgoglio nazionale vale molto più della vita umana. È anche questo che viene detto ripetutamente nel Vangelo, assieme a non usare contraccettivi, non usare le cellule staminali e non praticare l’eutanasia. Cos’era, il vangelo di Matteo?
Fino a quando tra una tirata sul profilattico e l’altra il papa diceva anche cose serie (non lo so, l’attacco alla mafia, per dirne una) potevo ancora sentirmi bene ad entrare in una Chiesa e definirmi cattolica. Ma adesso che ogni esternazione degli alti vertici del clero è, se va bene, inopportuna, se va male uno sputo in faccia a milioni di persone che nel mondo vengono uccise, schernite e discriminate, allora no, mi spiace, il gioco non vale più la candela.
Quel che trovo più fastidiosa è stata la diluizione e lo stravolgimento del messaggio evangelico con l’andare dei secoli, per cui ormai del senso del cristianesimo è rimasto ben poco, se non un’enorme struttura di potere che sembra devota solo a perpetrare se stessa.
Sì, è vero, ho conosciuto e conosco preti di tutt’altra levatura, e so che la chiesa cattolica non è solo il papa o la CEI. Ma questo non basta. Perché il papa è la più alta carica spirituale nel cattolicesimo, è lui che decide cosa è cattolico e cosa no, non la miriade di preti di periferia combattivi che ho conosciuto nella mia storia.
Per cui, non lo so. Ma mi è sempre più evidente che una cosa è la chiesa, che tutto sommato è solo un apparato profondamente secolare, assai poco interessato alle istanze spirituali degli uomini, e un’altra è la fede, un fatto intimo e personale di ogni uomo.>>

ignorate

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Pay-tv, Ue consigliò Iva al 10%

 

Gentiloni: "Governo ha deciso per l'aumento, non cerchi alibi a Bruxelles"

immagine documento “l’Italia è il paese delle mezze verità”, cantava qualche mese fa un noto rapper italiano. E a leggere la lunga vicenda sul raddoppio dell’Iva delle pay-tv sembra difficile dargli torto. Dopo le critiche lanciate dall’opposizione, infatti, il governo, nelle parole del ministro Giulio Tremonti, aveva spiegato che l’aumento dell’aliquota era stata necessaria per adeguarsi alle indicazione arrivate da Bruxelles.
Vero, anzi verissimo. Peccato però che lo sia solo a metà, appunto. A quanto si legge nella lettera dell'11 aprile 2008 inviata dalla direzione generale per la Fiscalità alla rappresentanza permanente dell'Italia presso l'Ue, la Commissione europea aveva solo ‘suggerito’ all'Italia di allineare le aliquote Iva verso il basso, ossia al 10% concesso alle tv via satellite, ossia Sky, ma nessuna procedura d'infrazione era stata avviata.
"la commissione è del parere che le trasmissioni via etere (DVB-T, il cosiddetto digitale terrestre) debbano essere soggette ad una aliquota Iva ridotta identica a quella applicata alle stesse trasmissioni trasmesse utilizzando le piattaforme tecniche DVB-C (cavo) e DVB-S (satellite) e che questo aspetto della legislazione italiana debba essere modificato", si legge nella lettera, in cui in sostanza si chiedeva un allineamento dell'aliquota del digitale terrestre a quella del satellite e non il contrario.
Inoltre, spiega Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd, “non c'era e non c'è una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia su questo tema, ce ne sono altre, più di 150 ma nessuna è mai stata affrontata con un decreto".
"Se qualcuno ha deciso il raddoppio dell'Iva per Sky è il governo Berlusconi - ha detto Gentiloni durante una conferenza stampa per la presentazione del nuovo portale del PD, sostenere che questo è il frutto di un'imposizione dell'Ue è assolutamente falso".
"La disparità di aliquote sollecitata dalla commissione europea – ha aggiunto Gentiloni - poteva essere affrontata in tanti modi e con tempi diversi, invece il governo ha deciso di farlo improvvisamente e con un decreto. Il governo si assuma le responsabilità delle sue decisioni e non cerchi alibi a Bruxelles".
Le parole di Gentiloni trovano conferma nella dichiarazione fatta dalla portavoce per il Fisco, Maria Assimakopoulou, interpellata nel corso del briefing quotidiano: "Il governo deve decidere se applicare a tutti il tasso del 10% o quello del 20%. La Commissione non ha una posizione su questo, anche perché la riduzione Iva è un'opzione e spetta al governo decidere a quanto fissarla. L'unica cosa che non può fare è tenerla diversa per lo stesso servizio".
Assimakopoulou ha spiegato anche che non era partita nessuna procedura d’infrazione, a differenza di quanto sostenuto dal governo, in quanto tutta la vicenda, a partire dal governo Prodi, si era svolta in assoluta “trasparenza” e la procedura d’infrazione non era stata resa necessaria in quanto tutto si è svolto con un semplice “procedimento standard".
"La precisazione giunta dall’ Ue, - dichiara Vincenzo Vita, senatore del Pd e membro della commissione di Vigilanza Rai - non fa altro, dunque, che confermare che la scelta del governo di raddoppiare l'Iva a Sky, e di conseguenza di alzare le tasse per 4,5milioni di abbonati, è stata fatta in piena autonomia e in totale consapevolezza". "A margine, notiamo come i colleghi di maggioranza del presidente del Consiglio, si allineino con solerzia alla chiamata all''editto albanese' del premier, insultando con la solita arroganza l'opposizione e il suo leader. Peccato non si rendano conto che gli unici a fare una figuraccia sono loro e nessun altro".

ad impatto zero

Un decreto anti-crisi che abolisce gli incentivi che coprivano il 55% delle spese per ristrutturazioni infischiandosene dei fondi già impegnati dalle famiglie e dell’ambiente. Che aumenta l’IVA a chi ha scelto SKY (l'aspetto su cui si è concnetrata l'attenzione dei quotidiani), che non fa nulla contro il caro-prezzi nel settore alimentare. Impatto sulla recessione? Probabilmente zero.
E le verità nascoste giorno dopo giorno vengono a galla, come denunciava già il 30 novembre Pierluigi Bersani elencando crediti d’imposta vanificati per la ricerca, sconti fiscali strozzati, incertezze procedurali.
Incentivi che sfumano. Sono quelli per il risparmio energetico nell’edilizia, usati già da 230.000 famiglie, e quelli per la ricerca. C’è chi, certo del bonus fiscale per gli interventi nell’eco-edilizia ha sostituito la caldaia con un modello più efficiente, chi ha cambiato gli infissi, chi ha scelto il solare termico o i pannelli fotovoltaici, chi ha ristrutturato la propria abitazione con criteri per migliorare l’efficienza energetica. Interventi economicamente importanti per famiglie che a causa dell’effetto retroattivo del provvedimento del Governo “rischiano di pesare ulteriormente su economie già provate dalla crisi” come spiega Ermete Realacci ministro ombra dell’ambiente: “Lo sgravio fiscale del 55% introdotto dal Governo Prodi è stata una misura che ha ottenuto degli effetti ingenti e importanti. Lo hanno utilizzato 230.000 famiglie, ha messo in moto un volano di affari superiore ai 3 miliardi di euro e ha permesso di ripagare lo sgravio fiscale previsto, attraverso l'emersione del sommerso e l'attivazione di una nuova economia. Un'economia, che come ha sottolineato anche Confindustria che più volte ha richiesto di puntare su questi settori, è legata all'edilizia di qualità e al rilancio del sistema delle piccole e medie imprese, che si qualificano in un mercato avanzato e in linea con gli altri Paesi europei. Queste misure, inoltre, consentono alle nostre famiglie di risparmiare anche una notevole quantità di risorse. Tra una casa ben costruita, che utilizza le migliori apparecchiature per l'illuminazione e per degli elettrodomestici, e una casa costruita male, vi è una differenza di spesa annua di circa mille euro a famiglia”.Per fortuna, il governo ha capito l’errore che il PD gli ha più volte rimproverato: l’effetto retroattivo, ha promesso oggi Giulio Tremonti, verrà eliminato dalla norma del dl anticrisi che rende più difficile l'accesso agli sgravi fiscali del 55% sugli interventi di riqualificazione energetica. “La retroattività non ci può essere – ha detto il ministro dell’Economia – e il Parlamento la correggerà”.
L'abolizione degli eco-incentivi, tuttavia, rimane una decisione scorretta e dannosa per il comparto edilizio secondo Andrea Martella ministro delle infrastrutture del governo ombra, che chiede un’indagine conoscitiva sulla crisi del mercato immobiliare e il ripristino della detraibilità fiscale del 55%.
La ricerca invece, già penalizzata a giugno dal taglio dell’ICI che ha intaccato i fondi che il governo Prodi destinava al settore, subisce un’altra mazzata con l’abolizione della maggiorazione del credito di imposta per le imprese che investono in ricerca e innovazione, introdotta dal precedente governo attraverso un proficuo confronto anche con Confindustria come denuncia Matteo Colaninno che nel governo ombra si occupa dello Sviluppo economico.
La terza settimana e la borsa della spesa. Tremonti era convinto di aver risolto il problema di chi non arriva a fine mese intervenendo su pedaggi e bollette. Peccato che è stato lo stesso Ministero del Tesoro a dover smentire il blocco delle tariffe di gas ed elettricità e dei pedaggi autostradali, che sono di competenza dell'Autorità per l'energia. Peccato che le persone mangiano e non si è intervenuti sull’aumento dei prezzi dei beni alimentari, arrivati in alcuni casi al 300%. Contando che per ogni euro speso dai consumatori solo 17 centesimi arrivano ai produttori quelli che ci guadagnano continuano ad essere gli speculatori, come ha ricordato il capogruppo PD nella Commissione Agricoltura alla Camera, Nicodemo Oliverio. Insomma, non basta che il governo, nelle parole del ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, annunci che nel 2009 le famiglie risparmieranno su luce e gas quasi “3.000 euro” dimenticando poi che se c’è stato un contenimento dei prezzi non è stato per merito del governo - come ha ricordato all’esponente della maggioranza, Linda Lanzillotta, ministro della P.A. e dell`Innovazione nel governo ombra -, ma è stato “grazie alle autorità e ai meccanismi di regolazione del mercato liberalizzato, introdotti dalle leggi approvate negli scorsi anni dal centrosinistra”. “Farebbe bene, pertanto, la maggioranza a regolarizzare altri settori come quello dei servizi pubblici locali, - continua Lanzillotta - le cui tariffe non scendono e gravano sulle tasse dei cittadini. ".
Bonus-malus. Non stiamo parlando d’assicurazioni ma del conto fra incentivi alle famiglie e aiuti pagati con si soldi di tutti come nel caso Alitalia, o come nel caso dei fondi spostati da un capitolo di spesa all’altro. A conti fatti i cittadini italiani non guadagneranno un solo euro dalla misura relativa al bonus per le famiglie.
I benefici saranno infatti annullati dal debito che ogni singolo cittadino dovrà pagare per sostenere i costi dell’operazione Alitalia, che in modo irresponsabile il governo ha caricato sulle tasche dei contribuenti. La cifra stanziata dal governo per la copertura del bonus, infatti, è pari a 2,4 miliardi, e i costi dell’operazione Alitalia a carico degli italiani ammontano, ad oggi, a quasi 3 miliardi. Insomma, più che un bonus, un malus.
E l’indennità di disoccupazione? Il trucco contabile c’è e lo spiega Stefano Fassina, consigliere economico del governo ombra: "Per estendere la copertura dell’indennità di disoccupazione, vi sono soltanto 100 milioni all’anno di risorse aggiuntive, per il resto si sottraggono risorse ad altre finalita’ di prima rilevanza attingendo dal Fondo per l’Occupazione. Per i lavoratori precari non c’e’ sostanzialmente nulla. E anche gli aiuti alle imprese sono a rischio".
Stesse procedure denunciate da Cesare Damiano: a fronte dei 3 miliardi impegnati per abolire l’Ici si promette ai precari un bonus pari al 5% del reddito dell’anno precedente. Ma mancano all’appello 900 milioni stanziati dal governo Prodi, con risorse validate dalla Ragioneria generale. Dove sono finiti?
Costruire con le lobby ma senza opere pubbliche. L'articolo 23 della manovra anticrisi del Governo apre la via alla realizzazione di project financing con valorizzazioni private senza alcun controllo da parte dei comuni. Per Roberto Morassut deputato del PD è un regalo alla rendita urbana e al tempo stesso velleitario e irrealizzabile perché contrario alle norme vigenti.
E per le opere pubbliche? Solo propaganda perché la riunione del Cipe che dovrebbe sbloccare i fondi per i cantieri, è stata rinviata per l’ennesima volta; non esiste alcuna risorsa aggiuntiva, essendo i fondi di cui parla Berlusconi dirottati dal Fondo per le Aree Sottoutilizzate e sull’utilizzo di questi fondi non c’è ancora accordo con le regioni.
Nord e sud, attendere prego. Si parla di federalismo fiscale fin dalla campagna elettorale, la Lega lo chiede ogni giorno, ma alla prova dei fatti ci si è dimenticati anche di aiutare le regioni colpite dalla crisi. C'è stata una pioggia di licenziamenti, che ha interessato tanto le grandi aziende quanto le piccole, le imprese che operano nel Nord così come quelle attive nel Centro-Sud. I palliativi messi a punto dal Governo non stanno funzionando perché non intervengono su due fronti: assenza di politiche di sostegno economico o fiscale per gli operai del settore industriale concentrati principalmente nel Centro e nel Nord d'Italia come ricorda il senatore Paolo Nerozzi, e mancano misure per i precari, che in gran parte sono al Sud.
"Solo demagogia dopo il taglio di 12 milardi di risorse al Sud" conclude Sergio D’Antoni, responsabile Mezzogiorno del PD che ricorda come il no al ripristino dell'automatismo sul credito d'imposta colpisce gli investimenti produttivi e lascia gli imprenditori meridionali alla deriva.
Come se non bastasse la CISL nel suo rapporto sull'industria stima in 900.000 i posti di lavoro a rischio. Torna così alla ribalta la necessità di un confronto in Parlamento e con le forze sociali per affrontare davvero l’emergenza, come ha ricordato Veltroni la scorsa settimana .
Altrimenti saranno le donne e i giovani quelli che rischiano di pagare il prezzo più salato della crisi: si tratta, infatti, delle due categorie più rappresentate tra i contratti a termine e tra quelli atipici.

A Poznan la conferenza sul clima

 

Due settimane per progettare un nuovo Trattato

Dall’1 al 12 dicembre, a Poznan, si parlerà di futuro. La conferenza climatica organizzata in Polonia, infatti, avrà il gravoso compito di trovare risposte valide alle molte domande che cercano di fare luce sul futuro climatico del Pianeta. La scadenza del protocollo di Kyoto, nel 2012, è alle porte e molti dei 37 Paesi che hanno aderito al primo serio tentativo di abbattere i livelli di gas serra immessi nell’atmosfera, non sembrano essere in grado di onorare gli impegni presi. Per questo, è necessario definire immediatamente le prossime linee d’azione: qual è l’agenda “ecologica” da seguire dopo il 2012? Qual è la strategia giusta da mettere in atto? Bisogna dare luogo ad un nuovo accordo, con limiti ancora più rigidi? Oppure affidarsi allo zelo dei singoli Paesi?
Poznan costituisce la quarta tappa di negoziati dalla conferenza dell'Onu sul clima del dicembre scorso a Bali, che ha fissato come obiettivo la firma di un accordo internazionale sulla riduzione dei gas a effetto serra nel dicembre 2009 a Copenhagen.
Nonostante i parecchi dubbi e perplessità che anticipano l’inizio dei lavori, la possibilità che si giunga ad una svolta decisiva non è da scartare. Il contesto internazionale è infatti molto cambiato rispetto alle tre precedenti riunioni di quest'anno, a Bangkok, Bonn e Accra. Il presidente eletto degli Stati uniti, Barack Obama, si è mostrato molto più sensibile di George W. Bush alle tematiche del riscaldamento climatico e agli strumenti per combatterlo.
Anche se né Obama, né alcun membro della sua squadra, saranno a Poznan, la sua "presenza" politica sarà evidente. Le sue posizioni sulla lotta contro il riscaldamento globale potrebbero rendere più dinamici i negoziati, finora ostacolati dall'avversione dell'amministrazione Bush verso qualsiasi sorta di accordo internazionale vincolante.
"L'America sta tornando" ha affermato il senatore democratico John Kerry, candidato alla Casa Bianca nel 2004, sottolineando la volontà di Obama di vedere gli Stati uniti giocare un ruolo trainante nei negoziati sul clima. "E' un momento molto importante", ha osservato il futuro presidente della potente Commissione per le relazioni esterne del Senato. "Dopo otto anni di ostruzionismo, ritardi e opposizione, gli Stati uniti riabbracceranno la comunità internazionale per questa sfida globale".
Secondo un recente rapporto Onu, saranno necessari almeno 200 miliardi di dollari ogni anno per ridurre entro il 2030 le emissioni di Co2 del 25% rispetto al loro livello del 2000. E con la crisi finanziaria in atto, l'obiettivo non è affatto scontato, specialmente vista la miopia mostrata da alcuni governi, come quello italiano o quello polacco, o la resistenza espressa dai Paesi in via di sviluppo come Cina, India. Brasile e Indonesia.
"Anche se è troppo presto per aspettarsi dei grandi passi in avanti, - ha dichiarato la settimana scorsa tramite una nota stampa il commissario Ue all'Ambiente, Stavros Dimas - la conferenza di Poznan dovrebbe permettere di passare dalle discussioni esplorative ai negoziati concreti, esprimendo chiaramente che il mondo è sulla buona strada per siglare tra un anno, a Copenhagen, un Trattato ambizioso sul clima".

>> Il programma della Conferenza

Contro la crisi o contro gli abbonati SKY?

 

Il governo raddoppia l'IVA a 5 milioni di famiglie. Il PD: Conflitto d'interessi di Berlusconi. VideoColpevoli di guardare SKY e non le tv del premier. Sembra una ricostruzione maliziosa ma è quella a cui si arriva leggendo con attenzione gli articoli del pacchetto anticrisi varato ieri dal governo, che raddoppia l'Iva per gli abbonati alla pay-tv. Una decisione non concordata con nessuno, arrivata a sorpresa e che per il Partito Democratico è in palese conflitto d'interessi, dato che non riguarda invece Mediaset e che contrarismente a quanto successo in passato stavolta Silvio Berlusconi non ha nanche rinunciato a votare la norma uscendo dal Consiglio dei Ministri.
Nonostante gli incassi da IVA da quando sul mercato italiano SKY ha sostituito Stream e Tele+ siano passati da 170 milioni a 370 milioni il governo ha pensato di aumentarla, introducendo una tassa indiretta. Il che crea anche una distorsione sul mercato, che probabilmente non guasta, dato che la pay tv dà fastidio al duopolio, specie ai ricavi pubblicitari di Mediaset. Nel primo pomeriggio del 29 novembre arriva una nota ufficiale dell'amministratore delegato di Sky Italia, Tom Mockridge.
Una denuncia dura: "Deve essere chiaro che questo provvedimento è un aumento delle tasse per le oltre 4.6 milioni di famiglie italiane che hanno liberamente scelto i programmi di Sky. Informeremo immediatamente i nostri oltre 4,6 milioni di abbonati di questa decisione del governo di aumentare le loro tasse, affinchè in questi tempi difficili abbiano chiaro che cosa sta accadendo alla loro capacità di spesa.
In una fase di crisi economica i governi lavorano per trovare una soluzione che aumenti la capacità di spesa dei cittadini e sostenga la crescita delle imprese con l'obiettivo di generare sviluppo e nuovi posti di lavoro. Ad esempio, questa settimana, il primo ministro inglese Gordon Brown ha annunciato una riduzione dell'Iva dal 17,5% al 15%. Ieri invece il governo italiano ha annunciato invece una misura che va nella direzione opposta: il raddoppio dell'Iva sugli abbonamenti alla pay-tv dal 10 al 20%".
Due piccioni con una fava sulla strada del cattivo governo per Giovanna Melandri, ministro delle Comunicazioni nel governo ombra: "Con la norma anti Sky il governo ha compiuto in un colpo solo due gravi errori. Ha di fatto creato una tassa di 80 euro a quasi cinque milioni di famiglie, smentendo clamorosamente l'intento sbandierato di non imporre nuove imposte, e ha di fatto certificato ancora una volta il suo disprezzo nei confronti di qualsiasi logica di rispetto del mercato".
Analisi condivisa da Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd : "Il raddoppio dell'Iva per la tv a pagamento inserito a sorpresa nel decreto anti crisi del governo ha tutta l'aria di un blitz contro Sky, il principale concorrente privato di Mediaset".
"L'azienda di proprietà della famiglia Berlusconi - aggiunge - non è infatti coinvolta dall'aumento visto che la norma del 1995 abrogata ieri riguarda solo la tv via satellite e via cavo. L'eventuale coinvolgimento di Mediaset, lamentato dall'azienda di Cologno ieri a tarda sera, sarebbe comunque insignificante perché relativo non alle carte prepagate del calcio ma soltanto agli abbonamenti mensili per alcuni canali digitali. In pratica, anche se fosse vero questo coinvolgimento, sarebbe infinitesimale".
Gentiloni annuncia che ci si rivolgerà all'Autorità di garanzia per verificare se la norma anti-Sky non sia un caso classico di quel "sostegno privilegiato all'azienda di proprietà di Berlusconi che è vietato anche dalla nostra blanda normativa sul conflitto di interessi".
E all'attacco va anche il ministro ombra dell'Economia Pierluigi Bersani. "L'onorevole Berlusconi - si chiede ironicamente - era presente al Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto anti crisi? In quel decreto c'è una tassa sulla pay-tv che pagheranno milioni di famiglie e che pesa uno per le aziende del presidente del Consiglio e cento per un suo concorrente".
Intanto il manager australiano non rinuncia a ricordare come Sky oggi dia "lavoro direttamente ad oltre 5000 persone e ad altre 4000 nell'indotto, più del triplo del totale dei dipendenti sommati di Stream e Tele+ nel 2003. Con la decisione annunciata ieri le tasse generate grazie agli abbonati di Sky cresceranno a 580 milioni di euro, una crescita evidentemente in contrasto con l'affermazione del governo che questo pacchetto sostiene lo sviluppo delle imprese".
Una norma criticata da tutte le opposizioni, con l'IDV che parla di anomalia unica nel panorama delle democrazie occidentali e l'UDC che chiede al governo di ritirare il provvedimento. Chissà se alla Camera e al Senato andrà come spera Bersani: "Benché ci si siamo ormai abituati a tutto voglio credere che una simile stortura del mercato non passi inosservata. Sarà una buona occasione per sapere quanti liberali ci sono in Parlamento".

 

  

Lega, bonus alle famiglie straniere purchè se ne vadano

 

 

Se te ne vai, ti pago! Non più solo un modo di dire. Proprio nel giorno in cui Umberto Bossi aspetta la decisione dei giudici riguardo all'accusa di vilipendio all'inno italiano, a Spresiano (Tv), piccolo comune amministrato dalla Lega Nord, Manola Spolverato, assessore all’assistenza sociale, ha proposto un bonus di 2000 euro per gli immigrati rimasti senza lavoro, disposti a lasciare il paese. L’assessore ha motivato la sua decisione dicendo: “dare un bonus alle famiglie straniere, purché se ne vadano, costa all’amministrazione meno che garantire i contributi economici per il pagamento di affitti, utenze, alimenti, cure mediche”.
Presentato come l’extrema ratio per far fronte alla crisi, un provvedimento di questo tipo rischia di suscitare non solo lo sdegno dell’opinione pubblica, ma anche l’invidia degli altri comuni italiani. Incredibile, infatti, che un paesino di poco più di 12.000 anime possa permettersi di erogare 2000 euro per ogni immigrato disoccupato. È estremamente facile calcolare che appena 100 immigrati comporterebbero una spesa di 200.000 euro. Evidentemente, spiccioli per il comune di Spresiano!
Tutt’altro che entusiasta di questa proposta, Franco Lorenzon, segretario della Cisl di Treviso, che interpreta l’accaduto come “uno spaccato molto significativo di ciò che sta accadendo nella nostra realtà”. E aggiunge: “la crisi provoca risposte come quella del comune di Spresiano che, dietro il ‘buon senso’, si rivelano però molto pericolose. In tali risposte, infatti, si fa strada l’idea che ci sia un’ ‘esercito di lavoratori di riserva’ che possa essere utilizzato quando serve e che si debba togliere dai piedi quando ciò non è più necessario. Premesso che abbiamo a che fare con persone e non solo con braccia-lavoro, pare evidente che promuovere una sorta di ‘guerra tra poveri’ non sia una strada condivisibile e forse nemmeno quella più praticabile”.
Perfetta istantanea della situazione reale, quella di Lorenzon. E di certo, non si preoccupa di smentirlo Gianantonio Da Re, segretario provinciale trevigiano e consigliere regionale veneto della Lega Nord, che dopo aver annunciato la sua volontà di estendere il provvedimento a tutti Comuni trevigiani, aggiunge: “chi rimane senza un’occupazione rappresenta solamente un costo per la nostra società. Il problema della disoccupazione toccherà un numero sempre maggiore di cittadini con l’avanzare della crisi nei prossimi tempi. È doveroso che le amministrazioni aiutino dapprima la propria gente, quella che da anni vive sul territorio. Al contempo, verrà data agli stranieri la possibilità di avere un ‘assegno di buona uscita’ se decideranno di andare a casa loro”.
D’accordo anche da Franco Manzato, vice presidente leghista della Regione Veneto, da il suo “appoggio, come farebbe chiunque avesse buon senso. Chi non è in grado di mantenere se stesso e la famiglia deve lasciare il paese. Spesso vediamo intere famiglie, arrivate in Veneto grazie alla legge prodiana sui ricongiungimenti familiari, gravare sui bilanci delle amministrazioni locali in un periodo in cui non possiamo permetterci ulteriori costi sociali”.
La proposta arriva dopo l’altra iniziativa dell’amministrazione di Spresiano, che qualche settimana fa aveva annunciato l’erogazione di contributi comunali riservati alle famiglie in cui entrambi i coniugi parlano italiano.
Non c’è che dire, dei veri pionieri…

"Rottamiamo il petrolio"

 

 

"Rottamare il petrolio", accelerare la transizione verso un sistema energetico non più fondato sulla dipendenza prevalente dai combustili fossili, accettare la sfida del 20-20-20 (20% di riduzione delle emissioni di CO2, 20% di risparmio energetico, 20% di produzione di energia da fonti rinnovabili) e trasformarla in un’opportunità di crescita e di sviluppo per tutto il Paese.


Il PD respinge le ansie ingiustificate del Governo, preoccupato solo di sfuggire agli impegni di Kyoto e ad isolare l’Italia dal resto d’Europa, e propone un piano d’azione in cinque mosse. Cinque passi che, come per la rivoluzione verde già annunciata da Barack Obama, (con i 150 miliardi di dollari per creare milioni di posti di lavoro nel settore delle rinnovabili e dell'efficienza energetica), disegnano, per voce dei due ministri ombra, dell'Ambiente Ermete Realacci e dello Sviluppo economico Matteo Colaninno, una nuova strategia per uscire dalla recessione.


Ed ecco le cinque misure proposte dal partito guidato da Walter Veltroni primo firmatario, insieme ad altri 31 deputati, di un disegno di legge che le contiene:


Primo: riqualificazione energetica degli edifici.
Detrazioni fino a 100.000 euro per le spese di riqualificazione energetica degli edifici e fino a 60.000 euro per interventi per pavimenti, finestre e infissi. E con il contributo del 55% dei costi extra sostenuti per la realizzazione di nuovi edifici con consumi inferiori del 30% rispetto ai limiti di legge.


Secondo: maggiore efficienza.
Elettrodomestici e illuminazione più efficienti attraverso ecoincentivi per l'acquisto di frigoriferi e congelatori a basso consumo e prevedendo l'ampliamento a lavatrici e lavastoviglie ad alta efficienza energetica delle tipologie di elettrodomestici che possono usufruire delle detrazioni. E attraverso la deduzione del 36% dal reddito d'impresa dei costi per la sostituzione dell'illuminazione tradizionale con altra ad alta efficienza energetica.


Terzo: fonti rinnovabili.
Il PD punta ad incrementare le fonti rinnovabili rendendo "permanente il meccanismo di incentivazione fiscale, tramite detrazione, a favore degli investimenti sostenuti dai privati cittadini per l'istallazione di pannelli solari termici, e superando l'attuale incertezza determinata dalla presenza o meno di dette misure nelle manovre finanziarie di fine anno". Inoltre, il PD propone "incentivi per le spese sostenute da Enti pubblici al fine di sostituire gli impianti e le apparecchiature per il riscaldamento degli edifici che utilizzano combustibili fossili, con impianti e apparecchiature ad energia solare". Ed infine una "legislazione più semplice in materia: testo unico di tutte le disposizioni dedicate al risparmio energetico e alla diffusione delle fonti rinnovabili, anche al fine di rendere più omogenee e semplici le procedure amministrative dedicate a tale comparto".


Quarto: trasporto pubblico.
Incentivare il trasporto pubblico è un altro punto fondamentale della proposta di legge presentata. Per favorirlo, il PD prevede, ad esempio, che i datori di lavori possano fornire ai loro dipendenti i 'ticket-transport', in sostanza buoni-trasporto, esclusivamente per il tragitto casa-lavoro, su mezzi collettivi e mezzi pubblici. Ma anche introducendo incentivi per l'acquisto di autobus pubblici a metano e promuovendo il trasporto collettivo su ferro nel trasporto locale e urbano (300 milioni di euro all'anno per cinque anni), con l'avvio del piano de "1000 treni pendolari" (300 milioni di euro all'anno per cinque anni).


Quinto: più riciclo, meno CO2.
Il Pd propone in particolare di "incentivare il riciclo dei rifiuti e l'industria ad esso collegata. Se questa avesse un incremento del 15% per il 2020 rispetto ai livelli attuali - calcola Realacci - per quella data si potrebbe diminuire del 18% l'obiettivo nazionale di riduzione delle emissioni di CO2 e far scendere i consumi energetici di 5 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, pari al 32% dell'obiettivo nazionale di efficienza energetica al 2020".
Tutte le misure illustrate dal Partito democratico si fondano su un assunto di fondo scandito dal ministro ombra dell'Ambiente nel corso della conferenza stampa di oggi: "l'esigenza di rottamare il petrolio non nasce solo da grandi problemi. E' anche una straordinaria occasione di sviluppo e di progresso. Lo e' in generale e lo e' a maggior ragione per l'Italia. Proprio partendo dagli obiettivi e dai vincoli in materia di politiche energetiche e climatiche, anche il nostro Paese può trovare nuovo slancio economico, industriale, tecnologico".

Il PD propone un DDL per uscire dalla crisi puntando sul clima

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è stato dimostrato che si posson creare pannelli solari dal riciclo delle lattine e del veetro a costi ridotti...

esistono pale eoliche che non interferiscono con le trasmissioni televisive e radiofoniche,non uccidono gl'uccelli,creano elettricità anche con pochissimo vento(ma proprio pochissimo) e sono pure molto belle...

ma perchè cazzo non si utilizzano ? ah,giusto ! girano trippi interessi attorno al petrolio.

WASHINGTON, 22 febbraio 2004
Doveva restare un rapporto riservato, ma la stampa britannica è riuscita a entrarne in possesso. Secondo un'indagine top secret inviata dal Pentagono al presidente Usa George W. Bush, il mutamento climatico globale in atto porterà il mondo verso la catastrofe già a partire dal 2020. Lo afferma il quotidiano britannico The Observer, che ha ottenuto copia del documento.

Il rapporto afferma che molte città europee verranno sommerse dalle acque in seguito allo scioglimento dei ghiacci, la Gran Bretagna avrà un clima simile a quello della Siberia, e nel mondo si scateneranno disordini e rivolte innescati dalla scarsità di cibo.

Le previsioni tracciate dal rapporto sono spaventose. Secondo gli esperti consultati dal Pentagono, una delle conseguenze del mutamento climatico sarà la proliferazione nucleare, perché molte nazioni si doteranno di armi atomiche per difendere le proprie fonti di alimenti e d'acqua potabile. L'anarchia si diffonderà tra i Paesi più deboli. Nel complesso, afferma ancora il documento, la minaccia del mutamento climatico è assai superiore a quella costituita dal terrorismo.

Il rapporto ottenuto dal Guardian definisce "plausibile" la catastrofe climatica, che "metterebbe a rischio la sicurezza degli Stati Uniti in circostanze che dovrebbero essere affrontate immediatamente".

Entro il 2020, afferma il documento, carestia e scarsità di acqua potabile assumeranno proporzioni "catastrofiche" e saranno impossibili da affrontare. Già in epoche passate della Terra vi furono fenomeni simili che portarono alla distruzione delle culture e a vaste emigrazioni di massa. Questo potrebbe ripetersi.

Uno degli aspetti più inquietanti è che, secondo gli esperti del Pentagono, potrebbe già essere troppo tardi per prendere provvedimenti efficaci. La fase finale della catastrofe potrebbe già essere cominciata, ma cominceremo a sentirne gli effetti soltanto fra cinque anni.”.

ENTRO IL 2030 LA CORRENTE DEL GOLFO RALLENTERA' A TAL PUNTO DA PROVOCAR UNA NUOVA ERA GLACIALE...

ed intanto berlusconi ignora l'ue...

La forza di cambiare

 

Un nuovo welfare al centro della prima conferenza nazionale del PD sul tema

“Per uscire dalla crisi dobbiamo trovare il coraggio di cambiare, di innovare e di riformare”. Il Partito Democratico, con le parole di Enrico Letta, ha inaugurato il suo percorso di discussione e ascolto lungo quattro mesi che lo condurrà, in primavera, alla Conferenza nazionale sul nuovo Welfare del PD.
“Quella che stiamo attraversando – dice il ministro ombra delle Politiche sociali – è la più grave crisi economica e sociale della nostra vita”. Una crisi che esige una risposta immediata, seria, responsabile. Quella risposta per il PD va trovata in un nuovo Welfare. Un’idea di stato sociale, cioè, che abbandoni il vecchio modello mediterraneo “costruito sulla centralità del maschio adulto italiano” e sposti la sua attenzione sulla “persona”. Tiene a ribadirlo Letta nel suo intervento: “Noi non ci accontentiamo di garantire solo chi già è garantito. Ci interessano, invece, gli ‘assenti’, gli ‘invisibili’, i non tutelati dal welfare”.
In questo quadro, sono le famiglie che, per l’esponente PD, rischiano di pagare il prezzo più alto di un Paese che è il “più ineguale del mondo occidentale, il più ingiusto”. Quelle persone e quelle famiglie che, oggi più che mai, semplicemente non riescono ad andare avanti.
E allora qual è la strada da intraprendere? Per Letta un nuovo modello di Stato Sociale non deve ridursi alle pensioni e alla sanità, ma agire anche in direzione di “politiche forti per rilanciare la buona occupazione e contrastare la precarietà del lavoro, di interventi per l’integrazione sociale, per la famiglia, per la casa”.
Insomma, tutto il contrario della Social Card presentata dal governo in questi giorni che, come sottolinea Letta, è solo il “simbolo del capitalismo compassionevole”. Perché la vera soluzione, suggerisce nel corso dell’incontro Pierluigi Bersani ministro dell’Economia del governo ombra, è un sistema di welfare “rigoroso” senza il quale non ci può essere vera crescita e nemmeno la preparazione necessaria per affrontare il futuro. Perché, ricorda ancora Bersani, “usciti da questa crisi il mondo continuerà ad essere globalizzato” e l’Italia non può permettersi di farsi trovare impreparata.
Per fare ciò, subentra Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, c’è “bisogno di una maggiore collaborazione tra le parti sociali”. In modo tale da “mettere insieme un meccanismo che sposti il baricentro verso la qualità e l’innovazione” e in maniera da non dimenticare, come sottolinea Renata Polverini dell’Ugl, che il welfare deve partire da due concetti fondamentali: “redistribuzione e comunità”. E allora non circoscrivere, ma allagare il ventaglio di azione del nuovo welfare, perché quello attuale, come mette in risalto Vittoria Franco, ministro ombra delle Pari opportunità, “non è più adeguato ad una realtà che è cambiata”. Per permettere ciò, ribatte Pietro Ichino, è necessario puntare sull’innovazione, in modo da attrarre anche l’attenzione “dell’industria mondiale” verso la realtà italiana.
Per Cesare Damiano, vice ministro del Lavoro del governo ombra, è necessario un Patto sociale “largo” dove le prime cose da fare sono tre: “rilanciare il potere d’acquisto, agire sugli ammortizzatori sociali e dare sostegno alle imprese, individuando i settori strategici”. Anche Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, per far fronte alla crisi suggerisce di puntare su ammortizzatori sociali che vuole più “larghi” e sulla “riduzione delle tasse ai lavoratori dipendenti".
Nel ridisegnare il nuovo sistema bisogna evitare sperperi e clientelismi. Tito Boeri ricorda, infatti, che per proporre un’alternativa valida al presente è necessario “ristrutturare la spesa sociale” per non cadere nell’errore di spese paradossali e ingiustificate. Bisogna cioé evitare che gli strumenti del welfare si trasformino in strumento di potere politico.
Così non deve essere, perché è il Paese, per il PD, ad essere prima di ogni cosa. Un Paese, ricorda all’inizio del suo intervento Walter Veltroni, “immerso nella recessione” che chiede risposte immediate. E visto che il governo “ha sbagliato ogni previsioni” e ancora adesso sembra inerme di fronte alla grave situazione che le famiglie italiane stanno vivendo, il PD chiede se sia realmente disposto ad un confronto o, come ricorda il leader democratico, pensa di andare avanti a “spot” e “misure grottesche”.
Non c’è più tempo per gli slogan. Il welfare oggi è “una coperta stretta. Occorre ripensarlo”.
Intervendo al convegno iniziale 'Persona, famiglia, comunita', Veltroni ha sottolineato che 'fuori dalla coperta ci sono milioni di persone e tra queste due categorie in particolare: i precari, i primi a uscire dalle aziende in crisi, e i lavoratori di 50 anni che perdono il lavoro e vedono il buio davanti a se''.
Secondo Veltroni, occorre ripartire da quattro parole-chiave: “rischi, opportunità, valutazione e formazione”. Tradotto: dare il via a una serie di “interventi per abbassare i tassi di interesse; altri per flessibilizzare i parametri come previsto dai piani Merkel-Sarkozy e Gordon Brown. Avere la forza di fare un'operazione strategica perché i soldi siano spesi per rilanciare il consumo e la domanda. La società italiana - prosegue - è ferma, abbiamo bisogno di rimettere in moto l'ascensore sociale tramite le opportunità''. Indispensabile dunque “una gigantesca operazione di redistribuzione della ricchezza, rimettendo in moto le opportunità per il talento e la capacità di rischiare”. Quanto alla “valutazione, abbiamo bisogno di un sistema universitario e scolastico che sia valutato dall'esterno” e idem per il sistema sanitario. Infine, la formazione: “non c'è welfare senza formazione. Una persona che a 50 anni perde il lavoro - ribadisce il segretario PD - deve entrare in una logica di “formazione permanente e non di sussidio”.
Sono questi i punti irrinunciabili da cui far ripartire un nuovo modello di welfare. Questi, i primi passi verso un futuro più equo e giusto. Un futuro che il PD intende trasformare presto in presente.
G.R.
Contributo della Consulta Sanità alla Conferenza Nazionale sul nuovo welfare del PD
Contributo della Consulta Lavoro alla Conferenza Nazionale sul nuovo welfare del PD

Solo una mancia

 

Berlusconi certifica lo stato di crisi in una conferenza stampa. Tremonti parla per oltre due ore snocciolando i numeri del pacchetto anti-crisi con l'obiettivo di portare il rapporto tra il debito pubblico e il PIL sotto il 100%, difendendo l'operato del governo e soprattutto la finanziaria d'estate votata con la fiducia in soli 9 minuti. Chiedono la collaborazione ignorando le proposte avanzate dal PD.
Un pacchetto provvisorio e un po' accampato per aria che richiede della collaborazione di tutti. Il premier chiede l'interruzione del “perenne” clima elettorale che sta vivendo la politica italiana e l'avallo da parte dell'opposizione. Un po' della serie “me la canto e me la suono” visto che chiede il sostegno a giochi fatti.
A parte gli auto-elogi che Berlusconi fa a se stesso e al suo governo, il succo del discorso è in mano a Tremonti che punto per punto elenca un piano da 80 miliardi di euro. Il ministro dell'Economia conferma il bonus per i redditi più bassi, il calmiere per i mutui e una riduzione degli acconti Irpef e Irap pari al 3%.
La maggiore novità è proprio il piano bonus per le famiglie, lavoratori e pensionati che rappresenta una sorta di detassazione parziale delle tredicesime che partirà dalla fine di gennaio 2009 e sarà una manovra da 2.4 miliardi di euro. Il bonus andrà a un minimo di 200 euro ad un massimo di 1000 euro, e verrà erogato a febbraio 2009 attraverso i sostituti d'imposta e gli enti pensionistici.
Viene fissato il tetto massimo del 4% per i mutui a tasso variabile già esistenti e l'ancoraggio al tasso della Bce per quelli che saranno stipulati a partire dal 2009. Lo Stato si accollerà la quota degli interessi maggiore al 4%.
Verranno stanziati finanziamenti per le infrastrutture (edifici scolastici, carceri, risanamento ambientale, innovazione tecnologica) e per le ferrovie. Verrà invece bloccata la detassazione degli straordinari che, per bocca di Tremonti, in periodo di crisi può “essere lasciata da parte. Poi vedremo, con la ripresa economica”.
Un occhio di riguardo alle banche che fino a tutto il 2009 potranno godere di condizioni speciali nella sottoscrizione di obbligazioni bancarie con il ministero dell'Economia. Infine viene stoppata "l'efficacia delle norme statali che obbligano o autorizzano organi dello Stato ad emanare atti aventi ad oggetto l'adeguamento di diritti, contributi o tariffe a carico di persone fisiche o persone giuridiche in relazione al tasso di inflazione ovvero ad altri meccanismi automatici”.
“Non ci siamo. Qua e là sbuca qualcosa delle nostre proposte ma siamo molto al di sotto delle esigenze. Dopo tre decreti e una finanziaria sui quali abbiamo inutilmente avanzato proposte, suona davvero curioso che a giochi fatti Berlusconi ci chieda collaborazione”. Questo è il primo commento di Pierluigi Bersani, ministro ombra dell'Economia, al provvedimento del governo conle misure anti crisi.
“Per le famiglie e per il lavoro ci vogliono interventi strutturali e non bonus o social card. Tra l'altro l'insieme di queste risorse non arriva alla metà di quello che finiremo di spendere per Alitalia. Per le imprese gli interventi sono ben lontani da quelli che qualche ministro aveva incautamente lasciato intravedere. E infine per gli investimenti non succede nulla di concreto e dovremmo nei prossimi mesi appassionarci di nuovo alle procedure”.
“L'intero provvedimento è inefficace. E la parte relativa alle famiglie è una certificazione umiliante di povertà". Così, sul decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, i senatori del Pd Emanuela Baio, Benedetto Adragna, Maria Antezza, Teresa Armato, Fiorenza Bassoli, Dorina Bianchi, Franca Biondelli, Daniele Bosone, Carlo Chiurazzi, Mauro Del Vecchio, Claudio Gustavino, Nino Papania, Flavio Pertoldi, Raffaele Ranucci, Paolo Rossi.
"Il bonus per le famiglie è una carità legalizzata, anche se dopo i continui rimaneggiamenti sono stati aumentati di poco i beneficiari, questo umilia le fasce sociali più deboli. Peccato. Sarebbe stato più serio – hanno spiegato i senatori del PD - , con le stesse risorse adottare scelte durature che avrebbero dimostrato l'inizio di una vera politica per le famiglie, anche per quelle più deboli economicamente. Certo è che non si può identificare una politica assistenziale, come quella del bonus, che tra l'altro verrà erogato entro febbraio 2009, come scelta a favore della famiglia".
"Oggi serve incrementare i consumi per sostenere la nostra economia e lo possono fare le famiglie con un medio livello di reddito. C'è quindi bisogno di iniziative durature. Della detassazione della tredicesima, che lascia liquidità nelle tasche dei lavoratori. E' una boccata d'ossigeno per la famiglia. Di interventi concreti per le famiglie con un reddito medio. Passando dalle detrazioni alle deduzioni, per esempio, si ottiene una maggiore equità e si lasciano più soldi alle famiglie che hanno figli. Così facendo, nel breve si aumentano i consumi e nel medio si inizia anche a sostenere la natalità".
"È una politica cieca quella del Governo, vede solo quello che vuole per garantire gli interessi di pochi, non certo quelli della famiglia".
"Non ci siamo – hanno concluso i senatori del PD - . E' lontano l'obbiettivo di una politica familiare realmente 'sussidiaria', costruita 'con le famiglie e a partire da esse' e non destinatarie passive di interventi assistenziali".
“E’ un provvedimento insufficiente per le fasce più deboli, con misure non strutturali e perciò assolutamente inadeguate per affrontare la grave situazione economica e sociale che stiamo attraversando. E’ del tutto assente qualunque proposta per rilanciare la competitività a partire dalle questioni energetiche e climatiche, terreno dove, come hanno capito da tempo i leader dei maggiori paesi, si giocherà principalmente il rilancio dell’economia. Come al solito, al di là dei proclami, la montagna ha partorito un topolino”, lo ha affermato Ermete Realacci, Ministro dell’Ambiente del Governo Ombra del PD, commentando il piano anti-crisi varato oggi dal Consiglio dei Ministri. “Il Partito Democratico”, ha aggiunto Realacci, “da tempo si dichiara disponibile ad un confronto e a dare un contributo con una serie di proposte per affrontare la crisi partendo proprio dalle tematiche ambientali: abbiamo capacità e competenze per puntare con decisione su innovazione, ricerca, nuove tecnologie, fonti rinnovabili e rilanciare su questi temi,in modo organico e duraturo, il sistema paese. Finora, però, dal Governo non c’è stata alcuna risposta”.
"Non è per forza un bene essere arrivati primi rispetto agli altri paesi europei, né aver fatto tutto in 10 minuti. La grave ed eccezionale crisi economica si doveva affrontare con misure e con risorse eccezionali da ricavare anche dalla maggiore flessibilità sui conti concessa in sede UE". Marina Sereni, vicepresidente dei deputati PD, pur sottolineando che tra i provvedimenti decisi dal Cdm di oggi ce ne sono alcuni suggeriti dall'opposizione “come sempre pronta a discutere”, ritiene che l'esecutivo non abbia fatto il necessario per rilanciare i consumi e per aiutare chi, a causa della crisi, potrebbe perdere il lavoro.
"Sono state spostate risorse da una parte all'altra - ha sottolineato - perché non si sono voluti modificare i saldi della Finanziaria di luglio che non poteva tener conto di un’Italia in recessione. Ora servono più fondi per gli ammortizzatori sociali per proteggere i lavoratori, soprattutto quelli precari, che potrebbero essere i primi a pagare le conseguenze della crisi. Si deve intervenire sui salariati, su chi vive di stipendio, perché chi non spende, non lo fa per mancanza di volontà, ma per mancanza di soldi".
“E' vero, abbiamo un debito elevato - ha concluso Sereni - ma se gli altri paesi europei, grazie a una politica di rilancio, riusciranno a crescere, presto l'Italia avrà due dati negativi insieme: più debito, meno Pil".
"Da settimane insistiamo per farci ascoltare e abbiamo avanzato tante proposte nel merito. Dal Governo sono solo venute risposte negative, inni all'ottimismo e appelli a non cambiare stili di vita, il bonus (ben lontano dalle dimensioni che qualche disattento ministro aveva anticipato) e la social card". Lo ha dichiarato Anna Finocchiaro, Presidente del Gruppo del PD al Senato.
"E oggi, da ultimo, dopo il danno la beffa: il Governo ci chiede collaborazione. Perché non ha ascoltato le nostre richieste prima, perché non ci ha chiamato ad un confronto preventivo sulle misure da prendere? Chiedere adesso collaborazione sa di presa in giro".
"Il Governo ha sbagliato a partire dalla Finanziaria di luglio, dalle scelte su Alitalia e sull'Ici. E oggi - ha sottolineato la Finocchiaro - affrontiamo la crisi con delle misure insufficienti quando invece sarebbe stato necessario intervenire con misure strutturali da concentrare su stipendi salari e pensioni dei lavoratori dipendenti". "La verità è che questo Governo è ora in difficoltà non solo perché la crisi morde l'economia reale ma soprattutto - ha concluso la senatrice del PD - perché ha compiuto scelte miopi e contrarie agli l'interessi veri del nostro paese".

Direzione nazionale il 19 dicembre

 

Innovazione e coesione. Primo incontro con i rappresentanti dei centri di ricerca

Appuntamento al 19 dicembre con la Direzione nazionale. L'ha deciso il coordinamento del PD e sarà l'occasione per una proposta forte di innovazione per affrontare i mesi fino alle europee di giugno. Una relazione già ribattezzata dai cronisti la "Lingotto 2", riferendosi al discorso con il quale Veltroni accettò la candidatura alle primarie del PD. Il dibattito in direzione verificherà se sulla relazione ci sarà un ampio consenso o se si dovrà ricorrere ad un congresso anticipato, che però ad oggi tutti vogliono riconfermato all'autunno 2009.
Il segretario ha incentrato il suo discorso su due idee guida: innovazione e coesione. Rispetto a quando è nato il partito lo scenario politico è completamente cambiato. La crisi finanziaria internazionale ha messo sotto gli occhi di tutti che l'ideologia iper-liberista è stata un inganno ed ha prodotto macerie; la vittoria di Barack Obama ha sancito questa sconfitta innanzi tutto culturale oltre che politica; e ora anche l'opinione pubblica europea e italiana sta maturando la bocciatura del pensiero della destra.
Se a questo, ha insistito Veltroni, aggiungiamo l'incapacità del governo a rispondere ai problemi del Paese, e le divisioni che cominciano ad emergere nella destra, appare evidente che il paesaggio è completamente cambiato.
Al termine del coordinamento tutti si sono dichiarati soddisfatti. “E’ stata una discussione franca ed approfondita. Un passaggio che Veltroni ha condotto con il consenso di tutti, dicendo che occorre una seconda fase di innovazione - per il senatore Giorgio Tonini - alla direzione del 19 dicembre Veltroni si presenterà con una relazione dal grande profilo innovativo. Se ci sarà condivisione profonda si andrà alla conferenza programmatica, in caso contrario si tornerà al nostro popolo”.
Il ministro ombra degli Esteri, Piero Fassino, ha tratteggiato il calendario dei lavori: "Ci concentreremo sulle proposte per dare risposte alle preoccupazioni dei cittadini per la recessione, c'è da preparare la conferenza di inizio 2009 come sede per presentare una proposta forte al Paese, preparare le Amministrative e le Europeee e prevedere l’assise congressuale nell’autunno 2009". Poi ha fatto sapere che da parte del segretario c’è stato un appello all’unità del partito dopo le recenti tensioni che lo hanno attraversato: "È stata una buona riunione, mossa dalla consapevolezza che c’è bisogno di uno scatto. Da parte di Veltroni c’è stato un forte appello a fare squadra e alla coesione e unità del partito".
Secondo Goffredo Bettini, nell’epoca storica che stiamo vivendo, “con la crisi finanziaria globale che segna la fine delle illusioni conservatrici, con lo storico risultato delle elezioni americane, per il PD si apre un’autostrada”. Quanto alla leadership del partito, ha concluso Bettini, “non credo ne esista una più forte di quella di Veltroni. Abbiamo di fronte problemi politici, che affronteremo e risolveremo con la leadership di Veltroni”.
Rosy Bindi ha ribadito l'importanza di "un lavoro più collegiale, anche sulle scelte quotidiane" e Pierluigi Bersani ha esortato ad "ampliare le occasioni di confronto, senza nascondersi i problemi che esistono".
***
"Si è svolto oggi il primo incontro fra i rappresentanti dei centri di ricerche e delle fondazioni di studio che agiscono nell’area del Partito Democratico, in preparazione dell’Assemblea Programmatica nazionale che si
terrà a metà febbraio del 2009".
"Lo scambio di opinioni è stato di grande impegno ed interesse. Si è riscontrato un apprezzamento generale della traccia presentata in apertura, arricchita da tanti spunti che nel futuro andranno ripresi: dai temi internazionali all’impatto della crisi economica e finanziaria, il profilo riformista del PD, l’idea di Paese che dobbiamo avanzare, lo stato della nostra democrazia e del sistema dei partiti. Si è deciso di svolgere altri appuntamenti con gli stessi interlocutori nelle prossime settimane".
A questo primo incontro, oltre a Goffredo Bettini, erano presenti il segretario Walter Veltroni, il vicesegretario Dario Franceschini, Giorgio Tonini, Vincenzo Visco, Alfredo Reichlin, Giuseppe Vacca, Linda Lanzillotta,
Pierluigi Castagnetti, Francesco Saverio Garofani, Andrea Peruzy, Pierluigi Vigni, Franco Bassanini, Silvano Andriani.

 
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Krist℮и ♥wrote:
Ehm.. Miiichi? OMG. *w*
Ciao, come va la vita? ahah lo so,
non mi riconoscerai mai. Kris dice niente?
Anzi per meglio dire, Cristina con l'apparecchio,capelli con la riga
nel mezzo e un pò sfigata chi ti ricorda? ahah sono crì
delle medie XD quando tempo! siamo tutti un pò cambiatii!
Sì! sono io quella in foto =] Diciamo che adesso mi vesto un pò
sull'emo/punk/sk8 e ascolto musica di quel genere.
sai mi manca stare in banco con te (come in seconda media) e quando
col tuo cazzo di braccio occupavi tutto il mio spazioo XD e io come
una bestia urlavo alla prof.Oppure quando alle ricreazioni scappavamo da
antonino! XD
bei ricordi sì!  I miss yooooou!
Fatti sentire ci conto! <3
Un baciooone! (:
Krìs.
Apr. 25
Ciao! Sei appassionato di Anime e Manga?? Bene! Registrati anke tu nel mitico Space di Iaia&Ele! Qui potrei partecipare a tanti contest e divertenti prove!! Allora?? Che aspetti?? Clicca QUI!
Mi raccomando, ricorda di dire ke ti manda ナナ иαиα σѕαкι!!
Jan. 10
vincenzowrote:
ci
ciao
ciao per avere 15 anni sei sulla buona strada, appoggio molte tue idee, odio berlusconi e i fascisti.
complimenti bel blog, anche io sono di sinistra ma ormai penso sempre di più che non ci sono partiti, ormai nessuno fà gli interessi del popolo, certe volte penso che schierare il popolo in partiti e solo per dividerli e confonderli sempre di più. cosi le energie si dividono e loro possono comandare sensa problemi, perchè la meta fa meno paura mentre un popolo unico e più incisivo.
mi dispiace ma la sinistra di una volta nn esiste più, adesso i vari partiti quelli opposti si conoscono bene tra loro e fingono di combattersi (opposizione/maggioranza) vedi veltroni si conosce benissimo con il nano malefico hanno iniziato la loro carriera insieme.... a buon intenditore poche parole.
sai il politico di convince di una sua buona idea, però poi nn la mette in pratica, perchè per me politica e sopratutto idee!
se vuoi fai un salto nel mio blog ho delle caricature di berlusca e se vuoi puoi prenderle (sezione foto) amo anche io il mistero e se lasci un commento mi fa piacere potremmo scambiarci commenti sulla politica attuale ciaooo
 
 
 
 
Dec. 7
Diegowrote:
ciao grande!  il tuo blog è semplicemente  fantastico!!!!!!     spero che tanta altre persone appoggino le nostre battaglie! sei un grande!
Nov. 27
Marcellowrote:
CIAO. MI E' PIACIUTO MOLTO L TUO BLOG. ANCH'IO SONO PER VELTRONI.  IL GOVERNO DI SILVIO NON STA PORTANDO E NON PORTERA' NIENTE DI BUONO... ANZI.... PECCATO. QUANDO LA GENTE NON CAPISCE MOLTO IL GIUSTO E LO SBAGLIATO.... QUESTI SONO I RISULTATI. VABBE'........  COMUNQUE PASSERO' ANCORA A TROVARTI.....ciao
Nov. 10